Un parere favorevole dell’EFSA può sembrare un via libera europeo al CBD. In realtà la valutazione è molto più circoscritta: riguarda un singolo ingrediente destinato a uno specifico integratore alimentare. Non autorizza i prodotti a base di CBD in tutta l’UE.
Che cosa ha valutato positivamente l’EFSA
Nel settembre 2026 il gruppo di esperti EFSA su nutrizione, nuovi alimenti e allergeni alimentari ha valutato il cannabidiolo ottenuto per sintesi chimica. Deve avere una purezza di almeno il 98% ed essere commercializzato solo disciolto in olio MCT, come integratore alimentare. La dose massima proposta è di 2 mg al giorno. Il prodotto è destinato agli adulti sopra i 25 anni. Non è previsto per le donne in gravidanza o in allattamento. L’EFSA non ha potuto stabilire la sicurezza per chi assume farmaci.
Il gruppo ha concluso che l’ingrediente è sicuro nelle condizioni proposte. La valutazione comprendeva uno studio di 90 giorni sui ratti, nel quale il fegato è risultato l’organo bersaglio principale. Poiché restano lacune nei dati, anche sulla tossicità riproduttiva e dello sviluppo, l’EFSA ha applicato un fattore di incertezza pari a 400. Non è un’indicazione generale ad assumere CBD.
Perché i 2 mg non valgono per ogni prodotto
Nel febbraio 2026 l’EFSA aveva già fissato un livello provvisorio di assunzione sicura di circa 2 mg di CBD al giorno per un adulto di 70 kg. Anche quel valore tiene conto di importanti lacune nei dati e rientra nella valutazione del CBD come nuovo alimento. Non equivale a un’autorizzazione generale né a un’indicazione di dosaggio per gli oli in commercio.



