Tra libertà e responsabilità: nuove evidenze sul consumo di cannabis
17 settembre 2025•4 min di lettura
La legalizzazione parziale della cannabis in diversi Stati dell'UE ha portato al centro della società una sostanza un tempo consumata di nascosto. Con la nuova libertà, però, cresce anche la responsabilità: la Relazione europea sulla droga 2025 stima che circa l'1,5 % degli adulti europei (circa 4,3 milioni di persone) fumi cannabis quasi ogni giorno. Questo gruppo è il più colpito da problemi di salute: il consumo di cannabis può causare disturbi respiratori cronici, dipendenza e sintomi psicotici – e i rischi aumentano con la potenza del prodotto e con un inizio precoce del consumo.
Legalizzazione e normalizzazione
Con leggi come la legge tedesca sulla cannabis, dal 2024 gli adulti possono possedere piccole quantità e fondare associazioni di coltivazione. Malta, Lussemburgo e Germania consentono l'autocoltivazione a determinate condizioni, mentre i Paesi Bassi avviano una sperimentazione di filiera controllata dallo Stato. In questo modo la cannabis è entrata a far parte della società: secondo un'indagine, nel 2023 circa il 4,6 % dei tedeschi dai 14 anni in su ha consumato cannabis – pari a circa 3,8 milioni di persone. Gli esperti invitano comunque alla cautela: anche il consumo occasionale non è privo di rischi; un consumo intenso e prolungato in età giovanile è particolarmente problematico.
Cervelli giovani a rischio
Il principale fattore di rischio è l'età: il cervello continua a svilupparsi fino ai 25 anni. Il consumo in questa fase può compromettere la maturazione di aree cerebrali centrali e causare deficit a lungo termine di memoria e attenzione. Uno studio longitudinale neozelandese ha mostrato che i consumatori e le consumatrici abituali hanno perso fino a otto punti di QI tra i 13 e i 38 anni – e che la perdita si è normalizzata solo in chi ha smesso di fumare da adulto. Nell'immediato, uno spinello può affaticare i polmoni quanto diverse sigarette. Infine, la cannabis dà dipendenza: nel 2017 in Germania più di 8.000 minorenni sono stati curati per dipendenza da cannabis.
Prodotti potenti e cannabinoidi sintetici
La gamma di prodotti si è ampliata. Sul mercato illegale si vendono estratti ad alta potenza e prodotti commestibili che causano intossicazioni acute nei pronto soccorso europei. Ancora più rischiosi sono i nuovi cannabinoidi semisintetici come l'esaidrocannabinolo (HHC), l'HHC-P o il THCP. Vengono ricavati dal CBD e per lungo tempo sono stati poco regolamentati. La Relazione sulla droga ha registrato oltre 170 richieste sull'HHC al centro antiveleni ceco, molte delle quali riguardavano giovani che avevano mangiato orsetti gommosi addizionati con cannabinoidi sintetici. In Ungheria, nel 2024, si è verificato un focolaio locale di 30 intossicazioni causate da questi dolciumi. Oggi l'HHC è vietato in almeno 22 Paesi dell'UE e nel 2025 l'ONU ha equiparato la sostanza alle regole previste per il THC.
Terapia e prevenzione
Attualmente non esiste alcun farmaco approvato contro la dipendenza da cannabis. Il trattamento abituale si basa su metodi psicosociali come la terapia cognitivo-comportamentale o il colloquio motivazionale. Programmi digitali e servizi di e-health possono offrire un aiuto a bassa soglia, ma la loro utilità resta controversa. Per ridurre i rischi, le Lower-Risk Cannabis Use Guidelines raccomandano di rimandare l'inizio del consumo a dopo la pubertà, di consumare solo di rado, di rinunciare ai prodotti ad alto contenuto di THC e di non fumare. Sono particolarmente a rischio i giovani, le donne in gravidanza, gli anziani e le persone con disturbi psichici preesistenti.
Esperienze dall'estero
I dati comparativi di altri Paesi offrono una prospettiva cauta. Un'analisi su oltre 1,4 milioni di studenti statunitensi ha rilevato che la probabilità di un consumo regolare di cannabis è diminuita del nove per cento dopo la legalizzazione nei rispettivi Stati. In Portogallo, dove dal 2001 il possesso di piccole quantità di tutte le droghe è depenalizzato, la quota di giovani consumatori di cannabis è rimasta al di sotto della media europea e la polizia ha potuto concentrarsi sui grandi reati di droga. Questi esempi mostrano che la regolamentazione non porta necessariamente a un aumento dei consumi – ma sottolineano l'importanza della prevenzione, della tutela dei giovani e di una solida strategia di salute pubblica.
La legalizzazione della cannabis apre allo stesso tempo opportunità e pericoli. I risultati della ricerca suggeriscono che un approccio consapevole e moderato e un quadro normativo chiaro sono necessari per ridurre al minimo i rischi. Nonostante la normalizzazione sociale, la cannabis non è un prodotto voluttuario innocuo – soprattutto i giovani che consumano troppo presto e troppo spesso mettono a rischio la propria salute mentale e fisica.